Ladispoli. Immagini e racconti tra Caravaggio e Vanvitelli, D’Annunzio e Rossellini

25.00

Autore: Crescenzo Paliotta
Cultura Memoria e Spettacolo

In fondo le città sono come le persone: hanno un corpo fatto dalle case, dalle strade, dalle piazze. E hanno un’anima fatta dagli abitanti, dalle loro abitudini, le loro tradizioni. Queste cose, tutte insieme, fanno l’identità di un luogo. Ed allora, se questo è vero, qual’è l’identità di Ladispoli? Quella della sua storia millenaria o quella del suo essere un nuovo quartiere metropolitano? Quella del traffico e delle mille voci di Viale Italia o quella del silenzio quasi irreale del Parco di Palo? Probabilmente di identità in questa città ce ne sono cento. (cit. pag. 15)

COD: ladispoli-immagini-e-racconti-tra-caravaggio-e-vanvitelli-dannunzio-e-rossellini Categoria: Tag: , , , ID Prodotto: 4615

Descrizione

Format0: Cartaceo
Pagine: 404
Lingua: Italiano
ISBN: 978-8890599040
Rilasciato: 7 dicembre 2011
Editore: AltrEdizioni Casa Editrice

Ladispoli. Immagini e racconti tra Caravaggio e Vanvitelli, D’Annunzio e Rossellini, nasce, in questa sede, in una edizione riveduta e ampliata, con una nuova veste grafica a partire dalla copertina fino all’ampliamento del testo di ben cinque capitoli.

Il libro di Crescenzo Paliotta, che propone in un escursus approfondito di 30 capitoli la storia di Ladispoli, mette in luce il substrato culturale di un territorio che ha costruito la propria memoria sul lascito dei popoli che l’hanno attraversata (perchè tale è la costruzione di identità ) a partire dagli antichi Palasgi fino a i Romani, dagli Odescalchi ai giorni nostri.

Ne emerge che il territorio di Ladispoli porta in sé una identità varia e complessa, più ricca in fondo di quello che appare, legata agli artisti e agli scrittori e ai musicisti che vi hanno dimorato nelle diverse epoche. Questa identità fatta di Natura, Arte, Letteratura, Musica, Cinema e Castelli, si mescola alle storie di varia umanità che l’hanno reso un territorio ancora vivo e produttivo.

E forse è questo sentirsi ancora una terra di confine, una terra di mezzo che ha reso possibili le evoluzioni strutturali della città e i suoi mutamenti sociali, tali da rendere Ladispoli ormai una città multietnica e assolutamente globalizzata, a partire dalla fine degli anni Ottanta quando l’attuale Piazza Roberto Rossellini fu soprannominata la Piazza Rossa per la presenza a Ladispoli di migliaia di emigrati provenienti dall’Unione Sovietica, fino a oggi in cui ogni nuovo venuto ha contribuito a costruire quella che l’autore chiama una città di tutti, dove nessuno si sente estraneo e nessuno si sente padrone.

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